Fine Vita

Fine vita.

Mi duole il cuore se penso al dolore fisico,morale e spirituale di chi soffre a tal punto da voler porre fine alla propria esistenza,al più presto.

Tuttavia,il Fine Vita non può considerarsi un tema da affrontare in quattro e quattr’otto.

Un risultato di sintesi sarebbe forse possibile solo ed esclusivamente a seguito di un percorso intenso,approfondito,vasto,amorevole;
fuori e dentro le Istituzioni.

Stiamo parlando della possibilità di mettere fine alla Vita.
Quella vita che per chi è credente solo Dio che ce l’ha donata può richiamarla a se quando ritiene che sia arrivato il momento per farlo.

Viviamo in un mondo in cui fatichiamo a comprendere il significato della vita stessa figuriamoci se,nelle condizioni in cui l’umanità versa,siamo in grado di decidere saggiamente sul mettere fine all’esistenza dell’individuo.

Personalmente ritengo che dovremmo posticipare simili delicate decisioni a momenti più consoni,se mai arriveranno,continuando per il momento ad approfondire temi come questi nel modo in cui meritano.

Allo stesso tempo,dal mio punto di vista,risulta condivisibile quanto affermato da Papa Bergoglio:
“È moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde a quel criterio etico e umanistico che verrà in seguito definito proporzionalità delle cure”

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180 Mila euro per immortalare Pittella in una Piazza della Basilicata

Ma volete farci proprio venire un coccolone?

Come si fa di prima mattina a leggere notizie  scioccanti come quella  riguardante l’iniziativa  del governo regionale lucano prossimo ad immortalare Marcello Pittella con una statua in una piazza pubblica!?Che accarezza forse un bambino ammalatosi di cancro a causa dell’inquinamento prodotto da un Centro Oli in Val d’Agri?

Si,bona!!!Direbbero in Toscana.

Raffigurera’,udite udite,l’attuale governatore lucano che di fatto esorta l’invasione indiscriminata,senza controllo e senza senso,da parte di tanta povera gente straniera che potrebbe benissimo essere aiutata a casa propria se davvero ci fosse una logica costruttiva e benevola nelle intenzioni di questi governi da quattro soldi.

Mi rivolgo ai giovani lucani.Siamo disposti ad arrenderci a tutto questo!?!

Oppure scegliamo di ribellarci e di sbatterli fuori dalle nostre vite una volta per tutte!??

Un futuro migliore per la nostra Terra,e per l’Italia,è possibile se solo ce lo prendiamo,perché da ciò che già c’è possiamo aspettarci solo il peggio.

Coraggio!!!

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La Democrazia diretta e partecipata è il futuro della politica

La corruzione, che imperversa nei luoghi politici e istituzionali, l’iniquità del Sistema, i livelli irragionevoli di burocrazia raggiunti e il totale distaccamento dalla realtà della politica, generano il tempo difficile e faticoso che, a tutti i livelli, la società sta vivendo. Che tutti noi stiamo vivendo.

Ciò che è stato, a partire dall’ultimo dopoguerra, è sintetizzabile, a livello politico-istituzionale, con la Democrazia rappresentativa, che per un certo periodo di tempo è riuscita a dare risposte soddisfacenti; probabilmente sulla scia delle tragiche conseguenze belliche e anche grazie all’impianto costituzionale italiano, così ricco di Principi ispiratori democratici, e tanto preciso nel prevedere Diritti e Doveri utili alla realizzazione di un vivere civile equo e rispettoso. Dall’art.1 della Costituzione, che attribuisce la sovranità al popolo e che stabilisce che lo Stato italiano si fonda sul lavoro, come espressione in concreto dell’individuo. Passando per l’art.3, contenente il Principio di Uguaglianza, sempre valido, senza che alcun tipo di discriminazione possa lederlo. L’art.32, che prevede il Diritto alla Salute e la libertà di scelta terapeutica, in linea con il rispetto dell’autonomia e della dignità individuale. O l’art.11, con cui il nostro Stato rifiuta la guerra, come mezzo di risoluzione delle controversie. E così di seguito, tanto da poter configurare la nostra Carta fondamentale come la più evoluta e democratica al mondo.

Il benessere materiale, vissuto dall’Italia a partire dagli anni settanta, alimentato dalla sempre crescente evoluzione tecnologica e dalle politiche economiche di tipo globalizzante, hanno condotto la nostra società di uomini e di donne a smarrire i valori identitari, sociali e spirituali, fino a farci perdere la percezione di chi siamo e del senso della vita.

Alla luce di questo scenario, la Democrazia partecipata e diretta, sintetizzabile nella facoltà dei cittadini di partecipare alla creazione, o al perfezionamento, di proposte di leggi, da discutere e approvare in Parlamento, e riconducibile alla partecipazione dal basso alla vita politica, mediante l’attivismo sul territorio; quest’ultima facoltà costituisce oggi, al pari delle proposte di legge di iniziativa popolare, o comunque sottoposte a votazione tra i cittadini, uno strumento prezioso e fondamentale utile a ravvivare l’interesse di ciascun cittadino per le relazioni umane, per la crescita personale e sociale. Può anche considerarsi un motore di entusiasmo verso la gestione della cosa pubblica, che, in parole povere, vuol dire gestione degli interessi che riguardano tutti noi.

La Democrazia diretta diventa, senz’altro, lo strumento più efficace per mantenere vivo e costante, il rapporto tra le scelte della politica e le esigenze reali del vivere comune.

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Il diritto di accesso alle Cure Compassionevoli!

Attivismo fuori porta!! Per dare voce a chi fatica a farsi ascoltare..
Il diritto di accesso alle Cure Compassionevoli!

In memoria di Ginevra

Qualche anno fa con grande determinazione ho speso le mie energie in un progetto realizzato in condivisione con alcuni attivisti romani,iscritti al Meetup Parlamento 5 Stelle. Il progetto in questione e’ confluito in un Incontro presso la Biblioteca Angelica di Roma durante il quale abbiamo ospitato i familiari di malati, molti dei quali bambini meravigliosi, e li abbiamo ascoltati in merito al diritto di accesso alle Cure Compassionevoli.
Cosa sono le Cure Compassionevoli? Detto in maniera cruda e semplicistica sono l’ultima spiaggia, l’unica risposta possibile, l’unico sollievo possibile per i malati sfortunati a cui la Medicina Ufficiale non offre purtroppo Cure o Terapie avvalorate dalla scienza medica. Succede che in un prestigioso ospedale del Nord Italia vengano somministrate, in assenza di effetti collaterali, infusioni di cellule staminali che le famiglie dei pazienti reputano quasi miracolose. I pazienti, molti affetti da malattie degenerative gravi, iniziano gradualmente ed in modo visibile, ma anche inspiegabilmente secondo alcuni esperti in questo campo medico, ad ottenere piccoli o significativi miglioramenti, anche nella qualità della vita stessa. Le famiglie dei pazienti sono entusiaste. Purtroppo a fronte di una normativa chiara ed ineccepibile in materia, alla quale i cittadini si avvinghiano con tutte le forze cresce un meccanismo che trova origine in gran parte proprio in quelle Istituzioni che tanto avevano legiferato bene e che in un primo momento sembravano visibilmente dalla parte del malato! La storia non ha avuto un lieto fine, e in un clima di veleno, disperazione,proteste forti,centinaia di sentenze di Tribunali italiani attestanti il diritto di questi malati a far ricorso alle cure in questione e’ arrivata, come un uragano, una prestigiosa Sentenza Processuale che ha spazzato via l’ultima spiaggia per questi coraggiosi guerrieri che, con le loro famiglie,si sono ritrovati abbandonati in mezzo alla tempesta, in balia della sofferenza, del senso di impotenza e della disperazione per non sapere più dove andare a cercare sollievo, se non nell’amorevole dedizione di familiari e amici.
La domanda che a questo punto nasce spontanea e’: quali sono state le risposte da parte delle Istituzioni competenti a questi cittadini bisognosi, dinanzi ad un così drammatico mutamento delle prospettive, rispetto alla possibilità di alleviare le proprie sofferenze, o quelle dei propri cari coinvolti nell’impossibilità di accedere a ciò che fino a quel momento era ritenuto da essi l’unico supporto terapeutico disponibile,seppure compassionevole? Che io sappia risposte non ce ne sono state.
Personalmente, continuerò ad impegnarmi con determinazione affinché chi non ha voce l’abbia, e perché ciascun essere umano, ma anche ogni essere vivente, abbia il massimo che si possa ottenere in termini di benefici reali e di rispetto per la propria dignità, dignità che compete per il solo fatto di esistere.

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